Il territorio del GAL

Il territorio interessato dal GAL, secondo la classificazione del PSR Sicilia 2014/2020, è composto da quattro comuni della provincia di Palermo (Balestrate, Partinico, Terrasini e Trappeto) ricadenti nelle aree “B” (Aree Rurali ad Agricoltura Intensiva) e da quattro comuni ricadenti nelle Aree “C” (Aree Rurali Intermedie), di cui tre nella provincia di Palermo (Borgetto, Cinisi ed Ustica) ed uno (Alcamo) in quella di Trapani.

I comuni di Alcamo e Partinico rappresentano insieme il 71,8% della superficie totale, con un’estensione territoriale pari, rispettivamente, a 130,79 kmq e 110,32 kmq; seguono Cinisi (33,16 kmq) e Borgetto (25,95 kmq).

La gran parte della superficie del territorio del GAL (59,0% del totale) è classificabile come aree “C”, con un’estensione di 197,99 kmq, mentre la restante parte (41,0%) rientra nella categoria “B”, intercettando una superficie di 137,76 kmq.

Dal punto di vista geografico, pertanto, l’area del GAL “Golfo di Castellammare” è caratterizzata dalla presenza di quattro distinte fasce.

Ad est, in territorio di Partinico e Borgetto, troviamo il versante ovest dei Monti di Palermo, con alture brulle e scoscese, vallate, pascoli, aree di rimboschimento. Qui, l’agricoltura è incentrata sulla pastorizia e su rari oliveti.

Nella fascia costiera pianeggiante, che interessa i comuni di Balestrate, Cinisi, Terrasini e Trappeto, l’agricoltura è quella ricca dell’agrumeto e del frutteto, inframmezzati dall’oliveto. Il paesaggio rurale è ancora tra i più belli della costa siciliana, sebbene sia minacciato sia dall’abbandono di alcune coltivazioni non più redditizie, sia dall’inarrestabile avanzata dell’urbanizzazione costiera.

La zona collinare più interna, dal punto di vista agricolo anch’essa molto ricca, riguarda i comuni di Partinico e di Alcamo. Qui gli agrumeti e i frutteti lasciano il posto alle vigne, che verso l’interno diventano dominanti e caratterizzano il paesaggio. In quest’area la pressione dell’urbanizzazione non ha alterato il paesaggio, ricco di grandi bagli e case patronali che hanno la palma o il gelso davanti al portale, come nell’Ottocento.

A nord-est del Golfo di Castellammare, infine, ricade Ustica, isola di origine vulcanica nata oltre mezzo milione di anni or sono, centro turistico rinomato e caratterizzata da numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, in cui è stata istituita presente la prima riserva marina protetta italiana. Nell’isola sono presenti dei rilievi collinari che rappresentano le vestigia di antichi vulcani e la vegetazione naturale è rappresentata prevalentemente dalla macchia mediterranea, mentre tra le principali coltivazioni si ricordano la lenticchia, la vite, l’ulivo e la presenza di qualche coltura di pregio, grazie anche al fertile terreno di origine vulcanica.

Territorio del GAL

N. Codice Comune Comune Prov. Superficie (kmq) Classificazione area
1 081001 Alcamo TP 130,79 C
2 082007 Balestrate PA 3,87 B
3 082013 Borgetto PA 25,95 C
4 082031 Cinisi PA 33,16 C
5 082054 Partinico PA 110,32 B
6 082071 Terrasini PA 19,44 B
7 082074 Trappeto PA 4,13 B
8 082075 Ustica PA 8,09 C
Totale   335,75  

 

 

 


Aspetti ambientali

A livello naturalistico, il territorio del GAL “Golfo di Castellammare”, annovera otto tra Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone a Protezione Speciale (ZPS), tre riserve naturali ed un’area marina protetta, che fungono da attrattori per un turismo che va sempre più nella direzione dell’ecosostenibilità e della consapevolezza.

La presenza di tali risorse naturalistiche, infatti, non risponde soltanto a logiche di preservazione ambientale ma costituisce valore aggiunto in termini di “posizionamento” dell’offerta turistica che il territorio del GAL può presentare.

Per quanto riguarda i Siti di Interesse Comunitario (SIC) e le Zone a Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000 che ricadono nei comuni del territorio del GAL sono i seguenti:

  • Monte Bonifato (Alcamo) – SIC: 322,49 ha;
  • Foce del Torrente Calatubo e Dune (Alcamo-Balestrate) – SIC: 84,66 ha;
  • Monte Matassaro, M. Gradara ed M. Signora (Borgetto) – SIC/ZPS: 3.776,86.
  • Monte Pecoraro e Pizzo Cirina (Cinisi-Terrasini) – ZPS: 8.604,00 ha;
  • Montagna Longa, Pizzo Montanello (Cinisi-Terrasini) – SIC: 4.748,04 ha;
  • Cala Rossa e Capo Rama (Terrasini) – SIC: 175,06 ha;
  • Isola di Ustica (Ustica) – SIC/ZPS: 294,27 ha;
  • Fondali dell’isola di Ustica (Ustica) – SIC: 869,77 ha.

Le riserve naturali sono rappresentate dalla Riserva Naturale Orientata Bosco d’Alcamo, dalla Riserva Naturale Orientata Capo Rama e dalla Riserva Naturale Orientata Isola di Ustica.

La Riserva Naturale Orientata Bosco d’Alcamo, istituita nel 1984, si estende su un’area di 314 ettari lungo la parte sommitale del Monte Bonifato, un rilievo alto 824 metri s.l.m. che fa parte del vasto complesso calcareo che si snoda lungo la costa occidentale della Sicilia nord-occidentale in provincia di Trapani. All’interno e nei pressi della Riserva, è possibile visitare dei siti archeologici e monumenti di interesse storico-culturale: una necropoli di origine preistorica, i ruderi del piccolo borgo medievale Bunifat, la Funtanazza (serbatoio pubblico medievale da poco restaurato), la Porta della Regina (il più importante degli accessi all’abitato medievale), il Castello dei Ventimiglia (castello trecentesco a quattro torri di architettura sveva, di cui è rimasto in condizioni integre la torre principale) e la chiesetta della Madonna dell’Alto (incorporata nella cinta muraria del castello).

La Riserva Naturale Orientata Capo Rama, istituita nel 2000, è un’area naturale protetta ricadente nel territorio del comune di Terrasini (PA) che occupa una superficie di circa 57 ettari, comprendente il promontorio di Capo Rama e le aree costiere limitrofe, suddivisi fra zona A e zona B. In particolare, la Riserva ricade integralmente all’interno del più ampio Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.), denominato “Cala Rossa e Capo Rama”. Nella riserva sono presenti vestigia e manufatti che attestano la presenza dell’uomo e l’utilizzo che nei secoli è stato fatto di questo promontorio, sul quale si erge la Torre di Capo Rama (divenuta simbolo della Riserva) che faceva parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia.

La Riserva naturale orientata Isola di Ustica, istituita nel 1997, si estende per 204,37 ha e costituisce un ambiente straordinario per suggestione e varietà. Per la sua posizione strategica, inoltre, l’isola è luogo di sosta di almeno un paio di centinaia di specie di migratori.

L’Area Marina protetta Isola di Ustica, istituita nel 1986, rappresenta la prima area marina protetta italiana e i suoi Fondali sono stati riconosciuti sito di interesse comunitario della Rete Natura 2000.

L’Area marina è suddivisa in tre aree, per complessivi 15.951 ha in mare a cui si aggiungono i 14,45 km di costa. Nei suoi fondali si riscontra una biodiversità tale da rappresentare ben il 50% delle specie di flora e di fauna mediterranee. Ciò ha portato Ustica a rappresentare oggi la capitale internazionale delle discipline subacquee. Per questo motivo è considerata un must dai sea-watchers e dagli appassionati di escursioni subacquee.